Nel seguito un appello di Maurizio BLONDET dall'e-magazine che dirige : Effedieffe.com.
"Nulla sostituisce il carattere, il coraggio, lo sforzo personale, il consolidamento della volontà e anche la ragionevole umiltà di essere capaci di obbedire, che è propria delle minoranze determinate. Se non è informato, il popolo sì fa guidare da traditori e grassatori. Questo stiamo tentando di compiere, cercando di non alimentare quella sub-umanità propria del web, piena di rancori e impotente. Molto dipende da voi".
Devo una risposta al lettore mitridimitri:
«Gentile Direttore,
l’altro giorno, leggendo i commenti di alcuni utenti a un articolo postato su un portale ‘dissidente’, mi hanno colpito le argomentazioni di uno tra questi. Con toni estremamente scoraggiati questo sconosciuto lamentava il sostanziale svuotamento e la crescente irrilevanza della contro-informazione telematica.
Chi si augurava che il WEB diventasse la nuova palestra d’ardimento per una resistenza prossima ventura sta vivendo di questi tempi un brutto e triste risveglio. Inutile far finta di nulla: tutti i dati più significativi indicano che la tanto decantata democrazia internettara, il suo potenziale di mobilitazione siano in tutto e per tutto prevedibili, governabili e controllabili da parte dei soliti super-poteri non diversamente da ogni altro mezzo d’informazione esistente.
Le varie rivoluzioni colorate e, da ultimo, la lugubre pagliacciata della passeggiata ‘in viola’ fatta da tanti volenterosi partigiani telematici di casa nostra (a spese di chissà chi) ha aperto gli occhi anche ai più restii. Ad un certo punto, poi, lo stesso utente lamentava la rarefazione di polemisti e contro-informatori di razza e citava, tra gli altri, anche Lei, Direttore. Blondet, lamentava grosso modo, da quando si è blindato in un portale a pagamento è come sparito dalla Rete... Ora, come posso dire, sarebbe forse il momento di aprire una parentesi, d’imporsi una fase di seria riflessione.
Non certo sulle ragioni che vi hanno indotto a compiere questa scelta e che restano per me insindacabili. Del resto tra tutti i soldi che mi escono dalle tasche questi sono quelli in assoluto meglio spesi. Ma bensì sul senso finale e, se mi posso permettere, sulle intime aspettative di coloro che si ritrovano qui. Ammettiamolo: a leggere cose come quelle che vi si trovano quotidianamente, a ogni uomo ben nato prudono le mani.
Se lo scopo è qualcosa di più dell’informare dobbiamo chiederci qual’è. E risponderci sinceramente. Gonfiare a dismisura sentimenti che un tempo furono nobilissimi come l’indignazione, lo sdegno, il senso della sovranità calpestata, della dignità lordata non è cosa che possa essere replicata all’infinito senza che mai e poi mai ci sia una pur remotissima ipotesi di sbocco nella realtà effettuale.
Si rischia qualcosa di più del mal di fegato. Si rischia, temo, di contribuire a un processo che alcuni danno già per irreversibile. Ovvero l’assoluta impossibilità di rientrare nella prassi dell’azione in un epoca dominata in ogni suo aspetto dalla Comunicazione. Confesso che questa ipotesi mi terrifica ancor più delle insidie batteriologiche, delle testate nucleari multiple, dei rabbini ossessi e dei banchieri squalo. Pensiamoci, per piacere.
Non che mi aspetti che un bel giorno il Direttore si decida a raggrupparci e ci guidi come un improbabile D’Annunzio del 2000, ma, ripeto: cosa ci aspettiamo dalla contro-informazione? Solo essere contro-informati? Avanzo senz’altro qualche riserva. Intanto mi permetto di consigliare a tutti un saggio breve, ma molto ficcante, in cui mi sono imbattuto recentemente e che ho trovato per molti versi illuminante anche se perviene a conclusioni che, personalmente, mi fanno venire voglia di legarmi la proverbiale pietra al collo. Consiglio a tutti di leggerlo e, se lo farete, capirete il perché. Mario Perniola ‘Miracoli E Traumi Della Comunicazione’, Einaudi-Le Vele».
Considerazioni serissime, lettore, per cui ti ringrazio. Mi spiace profondamente se tutta la mia fatica conducesse dal pessimismo alla disperazione. Personalmente, non mi dispero del «sostanziale svuotamento e della crescente irrilevanza della contro-informazione telematica», perchè non ne ho mai sopravvalutato il potere. Ho visto Internet come un mezzo di poca spesa (e che dunque non deve dipendere dalla pubblicità o dai soldi dei poteri forti per sopravvivere), che consente di diffondere informazioni censurate dai «grandi» media, quelli che dipendono dalla pubblicità e dai poteri forti. Tutto qui.
Ma non è poco: è un ritorno al giornalismo originario, come modesto ma necessario ausiliare della democrazia. I «grandi» media sono organi di entertainment (di «distrazione»), spacciano «consigli per gli acquisti», vendono i lettori o i telespettatori alle agenzie pubblicitarie e a quelle del potere, attraverso la diffusione e «validazione» del politicamente corretto. Qui, compiamo ancora – nel nostro piccolo – l’operazione che giustifica il giornalismo: informare il popolo sovrano perchè decida e scelga. E’ una modestissima azione preliminare: se non è informato, il popolo sì fa guidare da traditori e grassatori.
Il problema non è il web, è il popolo sovrano. La canea, le strida, i cachinni, che escono in questi giorni da Facebook, dalle piazze e dalle TV lo dicono fin troppo bene: siamo affondati in una società di psicolabili di massa, per usare una indovinata diagnosi di Giuliano Ferrara. Una società che è essenzialmente dis-società, dissociazione permanente gli uni dagli altri.
Persino tra i miei lettori, già in qualche modo selezionati e impegnati, si può vedere cosa è diventato: basta fare un nome – Di Pietro, Berlusconi – e subito scattano le tifoserie più cieche, siamo alluvionati dalle «opinioni» più rozze. Ogni sforzo pedagogico di formare una classe dirigente alternativa – ossia di educare alla complessità dei problemi, di far apprezzare le sfumature, le finezze e i paradossi, di situare gli eventi presenti in una profondità storica (ciò che avviene oggi è conseguenza di ciò che è avvenuto ieri), tutto questo, di colpo – va a pallino.
Centinaia di lettori di colpo ripiegano sulle loro favorite «idee ricevute», ci comunicano per la centesima volta – come se non la conoscessimo già – la loro frase fatta preferita, ciecamente, all’infinito, come se fosse una verità evidente e non bisognosa di argomentazione. Scompare ogni capacità di sollevarsi al disopra dei propri rancori più bassi, rabbie, invidie; scompare – se mai c’è stata – ogni capacità di analisi logica, e persino ogni volontà di capire quel che dice l’altro, se non altro per rispondergli a tono.
Nel recensire il libro di Perniola che lei consiglia, sul Foglio, Camillo Langone dice la stessa cosa. Non ho stima di Langone, ma denuncia il fenomeno della neo-barbarie in modo colorito: «Ho lettori che quando mi scrivono mi chiamano dottore, che quando mi telefonano mi chiedono dove vado in vacanza, che quando mi incontrano esordiscono esclamando ‘Io sono laico’ per dire che sono atei, e poi si felicitano perché abito a Parma ‘dove si mangia bene’ o perché vengo dal Sud ‘dove c’è più religione che al Nord’. Tutti, sempre, arricciano il naso quando ordino Lambrusco perché ‘non è un vero vino’. Ma vaffanculo. Anni di rubriche gettati al vento. Che cosa devo inventare per farmi ascoltare davvero?».
Già: che fare, se ogni volta chi ci ascolta (o credevamo ci ascoltasse) ricade autisticamente nei soliti luoghi comuni? Internet, da mezzo di diffusione di informazioni e idee come poteva essere, è diventata la platea dove si espone senza vergogna, anzi con arroganza, la propria ossessione minima, la propria unica idea fissa, il proprio odio pornografico, il proprio «fondamentalismo» piccino e privato, la propria ignoranza e il proprio semplicismo. E per di più, ciascuno di questi ossessi e vite microscopiche accampa come «democrazia» il diritto alle proprie «opinioni», che chiama addirittura «le mie idee».
Già lo diceva Ortega y Gasset: «Oggi l’uomo (l’uomo-massa) ha le ‘idee’ più tassative su quanto deve avvenire nell’universo. Per questo ha perduto l’uso dell’udito. Perchè stare ad ascoltare, se già possiede dentro di sè ciò che occorre? Ormai non è più questione di ascoltare, ma anzi di giudicare, sentenziare, decidere. Non c’è questione della vita pubblica dove non intervenga, sordo e cieco com’è, imponendo le sue ‘opinioni’» (1).
Internet ha solo aggravato questo fenomeno, che era già presente ai tempi in cui lo denunciava Ortega negli anni ‘30. E’ chiaro che non queste folle virtuali, questo pullulare gelatinoso di intolleranze e fanatismi, di «idee fisse» e di diffidenze, non è possibile alcuna azione politica: queste folle non sono capaci nè di costanza nè di auto-disciplina, obbediscono ai loro impulsi primari e alle suggestioni del momento, non sono capaci di prevedere nulla. Soprattutto, non ammettono persone come superiori a loro se non altro per esperienza o per cultura, per carattere o onestà, da cui farsi guidare. E’ la «democrazia» come la intende Beppe Grillo, quella «dove tutti comandano»: di fatto, ciò si riduce alla tirannia del’«opinione», e precisamente delle opinioni dettate dai poteri forti con tuti i loro mezzi di disinfomazione e di propaganda. E difatti, il web, questo strumento potenzialmente rivoluzionario, è occupato da queste sub-umanità ringhiose, sospettose, piene di rancori – e impotenti.
Perciò è inutile, cari lettori, che mi incitiate: Blondet, ci guidi! Ci dica cosa dobbiamo fare!, se poi in piazza ci troviamo in venti o trenta, ed altri milioni a condannarci, a deriderci, a denunciarci alla psico-polizia (2).
Perchè nulla sostituisce il carattere, il coraggio, lo sforzo personale, il consolidamento della volontà e anche la ragionevole umiltà di essere capaci di obbedire, che è propria delle minoranze determinate – le sole che sapranno comandare, le sole da cui si può sperare un’azione politica. E l’informazione, per il carattere, può fare poco. E’ importante, ma solo preliminare ed ausiliario. Il carattere dovete formarvelo voi, cari lettori.
In questo senso – di mancanza di carattere – è molto indicativo il commento dello sconosciuto scoraggiato e intelligente sul portale dissidente, che lamenta la «rarefazione di polemisti e contro-informatori di razza» e citava anche me, Blondet, lamentando che «da quando si è blindato in un portale a pagamento è come sparito dalla Rete…»...
Ora, ci rendiamo conto che i poteri che cerchiamo di contrastare dispongono di centinaia di miliardi? E noi siamo lì a lamentarci perchè Blondet, da quando fa pagare 4 euro al mese per le sue informazioni, «è sparito».
A me la soluzione sembra semplice: incitare due, tre o dieci amici ad abbonarsi; nella consapevolezza che il moltiplicare i lettori paganti ci consentirebbe di «fare massa» politicamente attiva.
Non si comincia così a farsi il carattere, smettendo di lamentarsi e cominciando ad agire?
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1) No, ovviamente, essi non hanno diritto alle loro «opinioni», perchè non sono nemmeno «loro», ma idées reçues, luoghi comuni. Come dice ancora Ortega y Gasset: «Non vale parlare di idee e opinioni dove non si ammetta una istanza che le regoli, una serie di norme a cui ci si debba appellare nelle discussioni. Queste norme sono i principii della cultura; non importa quali. (Ma) non c’è cultura dove non ci siano norme a cui il nostro prossimo possa ricorrere (...). Non c’è cultura dove non ci sia un profondo rispetto per certe estreme posizioni intellettuali a cui riferirsi nella disputa... allorchè mancano queste cose non c’è cultura; c’è, nel senso più rigoroso, barbarie. Il viaggiatore che arriva in un Paese barbaro, sa che in quel territorio non vigono principii a cui si possa ricorrere. Non ci sono in realtà norme ‘barbariche’: la barbarie è assenza di norme e del loro possibile appello». Se il discorso vi sembra astratto, facciamo un esempio concreto, che ci riguarda: quando informo sulle atrocità israeliane - come ritengo mio dovere - tanti, anche amici, scuotono la testa: «Sì, ma è un po’ antisemita». E i nemici, poi, ti chiamano nazista e ti segnalano alle autorità repressive. Non c’è rispetto per la regola che noi qui informiamo di fatti determinati, da tener distinti dalle «opinioni» che queste informazioni possono suscitare.
2) A questo proposito, dirò che siamo sospettati persino dai microscopici gruppi del cattolicesimo tradizionale, a cui diamo spazio cordiale ritenendo che le loro idee - comunque le si giudichi - debbano essere ascoltate per il «rispetto per certe estreme posizioni intellettuali» di cui parla Ortega y Gasset. Mi è stato riferito che in questi gruppi si dice: Blondet simpatizza coi musulmani, cita Buddha, le Upanishad, Guénon... in fondo è un neopagano. Come sono cambiati i «veri cristiani». Nel 370, i cristiani di Milano fecero vescovo a furor di popolo un certo Ambrogio, un tedescone di Treviri, un funzionario romano, governatore imperiale dell’Italia settentrionale, che non era nemmeno battezzato. Non pare che abbiano eccepito: ma questo è un pagano, non ha il battesimo! Pensate che larghezza di vedute: si scelsero come vescovo una persona di cui avevano provato l’onestà, mica uno che vedevano in chiesa tutti i giorni. Il clericalismo non era ancora nato. E non si faceva l’esame permanente, sospettoso, di una persona onesta in modo da negarle continuamente fiducia: il funzionario, vescovo non battezzato, poi, divenne santo, Sant’Ambrogio. Se gli amici ci trattano così, potete immaginare come ci trattano i nemici.
I LIBRI DI BLONDET:
Selvaggi con il Telefonino
Stare con Putin ?
Israele, Usa, il Terrorismo Islamico
La Strage dei Genetisti
l'Uccellosauro ed Altri Animali
Oltre
No Global
Cronache dell'Anticristo
Gli Adelphi della Dissoluzione
Elogio di Catilina e Berlusconi
Schiavi delle Banche
I Fanatici dell'Apocalisse
lunedì 21 dicembre 2009
venerdì 18 dicembre 2009
IL CLUB BILDERBERG E L'IMPERO DEL DENARO
DANIEL ESTULIN (Foto) è l'autore di un libro che sta avendo molto successo : IL CLUB BILDERBERG, La Storia segreta dei padroni del mondo.
Interessante anche la sua intervista su youtube, in cui sentiamo parole più che condivisibili: "Sviluppare la mente e l’intelligenza, gli idioti d’oggi non hanno valori e principii da difendere".
Interessante anche la sua intervista su youtube, in cui sentiamo parole più che condivisibili: "Sviluppare la mente e l’intelligenza, gli idioti d’oggi non hanno valori e principii da difendere".
Daniel Estulin, il tuo libro ha avuto un enorme successo nel mondo, è stato pubblicato in molti paesi e in molte lingue. Cosa ci puoi dire in proposito?
Prima di tutto grazie mille per avermi portato in Italia, è bellissimo essere qui, la risposta della gente è stata eccezionale: a Bologna, Milano, Roma e Cesena c’erano tantissime perone molto interessate alla tematica del club Bilderberg e delle società segrete. Sì, il libro ha avuto un grandissimo successo, è stato pubblicato in 74 paesi e tradotto in 49 lingue ed è presente in tutti e cinque i continenti, quindi possiamo proprio dire che è di stringente attualità e il club Bilderberg e le società segrete non possono più nascondersi dalla verità.
È vero che Hollywood sta addirittura pensando a una pellicola basata sul tuo libro?
Assolutamente sì, anzi in realtà non lo stanno pianificando ma sono già intenti a lavorare sulla sceneggiatura, che vedrà la luce come film nel novembre del 2011. È una produzione da 120 milioni di dollari realizzata da una compagnia indipendente; la veridicità non sarà massima ma la cosa più importante è che il pubblico sentirà finalmente parlare di una società segreta chiamata club Bilderberg e le persone più intelligenti ovviamente vorranno sapere di più sui suoi membri e penso che questo sarà il modo migliore per interessare la gente comune su chi sono e cosa fanno i membri di questo club.
Parlando del club Bilderberg, se volessimo definirlo, quale sarebbe il termine più appropriato?
Penso che “oscuro” sarebbe un buon inizio, ma anche “globalista” o “imperialista” sarebbero degli ottimi modi per descrivere questo gruppo. Immaginate come vi potreste sentire se centoventi delle più eminenti personalità italiane, centoventi degli attori più famosi o dei giocatori di calcio più conosciuti, decidessero di incontrarsi segretamente in un albergo a cinque stelle, protetti da forze speciali e servizi segreti.
Pensate forse che i mass media, se venissero a conoscenza di questo ritrovo, non riuscirebbero a sapere di cosa parlano queste persone? Credo che la risposta a questa domanda sia “sì”! Quando avete centoventi fra le persone più potenti del mondo che si incontrano sotto lo stesso tetto, sembra che nessuno sia interessato ai movimenti di questa vera e propria élite e penso che questo sia un esempio molto chiaro per descrivere la natura cospiratoria del club Bilderberg: centoventi potenti, i padroni dell’universo – così potremmo chiamare l’élite europea e nord-americana – che si incontrano e decidono il modo migliore per comandare il pianeta.
Come fanno le persone a essere ammesse alle riunioni del club Bilderberg, chi sceglie gli ospiti da invitare?
Prima di tutto nessuno può comprare la sua partecipazione; non importa quanto soldi possiedi, finché non sei invitato non puoi prendere parte ai meeting. La società del Bilderberg è un gruppo di centoventi persone – per la maggior parte appartenenti alla NATO e provenienti da America settentrionale, Europa, Stati Uniti e Canada – e una cinquantina di questi sono degli habitué, in altre parole frequentano il club da anni e in alcuni casi – come per esempio quello di David Rockefeller – da generazioni.
Se andiamo a guardare fra queste centoventi persone possiamo vedere che i presidenti di tutti i paesi europei sono dei membri, così come lo sono il Primo Ministro del Canada, il Presidente degli Stati Uniti, i cinquanta dirigenti e amministratori delegati delle corporations più potenti del mondo; partecipano anche tutti i rappresentanti delle case reali europee, i banchieri più importanti provenienti dalla Banca Centrale Europea, dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale e ovviamente, insieme a queste persone favolosamente ricche e potenti, allo stesso tavolo siedono i rappresentanti dei mass media.
Dicevamo del modo in cui viene deciso chi partecipa: il Bilderberg è molto “buono”, lo si potrebbe quasi considerare come un’agenzia di collocamento; loro guardano al futuro e scelgono potenziali politici di successo che in prospettiva potrebbero essere utili ai loro interessi e li invitano. La maggior parte delle persone non sa cosa si nasconde dietro alle iniziative del Bilderberg, sono contente di partecipare, di stare spalla a spalla e passare un fine settimana insieme a individui potenti come può essere David Rockefeller ma, ribadisco, quasi nessuno capisce che c’è uno strutturato e complesso disegno dietro ogni incontro del Bilderberg.
Quindi stiamo parlando delle persone più potenti e meglio conosciute del mondo. Perché allora è così difficile avere notizie sui loro incontri?
Qui occorre fare una precisazione: queste sono le persone più importanti che tu conosci e che la gente che sta leggendo questa intervista conosce. Ci sono persone molto ma molto più potenti di David Rockefeller o dei Rothschilds, perché il solo fatto che tu sia al corrente dei loro nomi li squalifica dall’essere potenti. I veri potenti sono sconosciuti al grande pubblico perché non appaiono mai nel circuito mediatico del mainstream.
Potresti fare qualche esempio di eventi politici, economici o militari degli ultimi venti o trent’anni collegato alle decisioni del Bilderberg?
Praticamente ogni decisione presa negli ultimi quaranta o cinquant’anni – i meeting sono cominciati nel 1954 – è condizionata dalla partecipazione del club Bilderberg. Per molte persone è difficile credere che delle società segrete controllino attualmente il mondo e la ragione di ciò è che esse hanno una visione illusoria di una ristretta cerchia che aziona le leve del potere, quando in realtà si dovrebbe analizzare questa cospirazione sistemica attraverso i secoli.
Così, se la si inquadra da un punto di vista storico, è facile capire perché le persone potenti vogliano avere il controllo del mondo. Ma se si parla di decisioni esplicite non dobbiamo andare molto in là; ad esempio nel 2002, in occasione del meeting di Chantilly, negli Stati Uniti, il club ha deciso di portare il prezzo del petrolio a 100 $ al barile intorno alla fine del 2007; infatti, il greggio ha toccato i 100 $ al barile il 2 gennaio 2008. Nel 2005 poi, il Bilderberg ha deciso che a metà del 2008 il prezzo del petrolio sarebbe dovuto arrivare a 150 $ al barile e nel luglio di quell’anno ha toccato quota 147,5 $.
Nel 2006 hanno concordato di distruggere non solo la finanza statunitense ma anche il mercato immobiliare nord-americano ed europeo e naturalmente noi abbiamo diffuso la notizia un anno e mezzo prima della crisi dei mutui americana ed europea. Quindi, lo ribadisco, è necessario comprendere cosa si cela dietro queste decisioni: la distruzione degli stati nazionali e la creazione di grandi fratture mondiali, non più nazioni ma organismi sopranazionali come l’Unione Europea che esiste ora in Europa o la North American Union americana o l’Unione Asiatica che è in questo momento in fase di creazione in Asia.
È probabilmente il penultimo passo verso la creazione non tanto di un governo unico mondiale quanto piuttosto di una compagnia mondiale dai poteri e dalle risorse illimitati, in cui le corporations possano letteralmente impartire ordini ai governi su come guidare il mondo.
Tu sei anche in possesso di diversi documenti che provano che le politiche del club Bilderberg sono effettivamente connesse a questi eventi.
Ovviamente quando si ha a che fare con persone così potenti e influenti è difficile trovare editori che ragionino chiaramente e siamo costretti a pubblicare questi libri senza prove definitive. Per esempio in Spagna nel 2005, quando il mio libro è uscito per la prima volta, due importantissimi studi legali hanno offerto una loro analisi del testo e hanno detto che il 90% di esso sarebbe potuto essere oggetto di azioni legali da parte di diverse persone citate nella trattazione.
La cosa curiosa, come ho detto all’inizio dell’intervista, è che questo libro è stato pubblicato in 74 paesi, tradotto in 49 lingue ed è presente in cinque continenti ma nessuna delle persone che chiamo in causa, citandone esplicitamente nome e cognome, ha mai deciso neanche una volta di portarmi in tribunale contestando le mie accuse. Noi abbiamo bisogno di documenti e di prove definitive e questo è quanto tutti gli editori con cui ho lavorato a proposito del gruppo Bilderberg hanno chiesto; comunque, tutti i consulenti legali coinvolti sono stati soddisfatti del lavoro che sto compiendo per dare un fondamento a quelle che ogni tanto potrebbero sembrare affermazioni un po’ folli.
Quali azioni può intraprendere la società civile per limitare l’influenza del club Bilderberg, cosa può fare la gente?
Per prima cosa smettete di guardare la televisione, spegnetela! È solo un modo per istupidire le persone, se volete essere stupidi guardate la televisione, se volete essere intelligenti non guardatela. Secondariamente, non votate più per gente che fa parte di queste organizzazioni e di queste società. Se volete ottenere un mondo diverso, dovete capire che le persone per cui votate hanno ovviamente un ruolo molto importante nel processo decisionale, quindi eleggete chi si adopera per il miglioramento delle condizioni della vita degli uomini, non per questi criminali. Inoltre, un suggerimento molto importante che vi do, è di capire come funziona il denaro. Un caro amico – per non comprometterlo non dirò neanche se è un uomo o una donna – che è un membro di spicco della cerchia iniziale del Bilderberg e che mi ha fornito per anni delle dritte sui piani del club, mi ha detto: «se un giorno vorrò imparare come combattere queste persone, dovrò imparare prima come funziona il denaro», perché solo attraverso il denaro noi gente comune possiamo distruggerli. Un buon esempio è quella della banca inglese Northern Rock, dove le nonne hanno letteralmente distrutto da un giorno all’altro l’intero sistema bancario inglese prelevando i propri risparmi dalle banche.
Cosa pensi dell’Unione Europea, di Van Rompuy [il nuovo Presidente permanente del Consiglio Europeo], di Lady Ashton [il nuovo Alto rappresentante per la politica estera e di difesa] e di tutti i recenti avvenimenti concernenti la politica europea. Cos’hanno in comune con le decisioni del gruppo Bilderberg?
Quello che hanno in comune è che sono una parte del processo attuativo del Bilderberg. Quello che c’era prima era erano le nazioni, le carte costituzionali, le bandiere, le monete, i confini, insomma repubbliche di stati nazionali. Adesso abbiamo questo mostro pan-europeo, in seno al quale a un paese non è più consentito provvedere al sostentamento della sua popolazione e le nazioni hanno perso la possibilità di attuare politiche monetarie per aiutare il paese a sopravvivere e a reggersi in piedi.
Tutto ciò ovviamente fa parte del piano del club Bilderberg, volto a creare queste unioni planetarie con un semplice obiettivo: distruggere gli stati nazionali, distruggere il diritto naturale, distruggere lo stato sociale, che ci ha dato negli ultimi seicento anni tutto quello che abbiamo come cittadini.
Questo è ciò che possiamo chiamare immortalità: un sistema di welfare che ci consente di lasciare qualcosa di realmente importante per le generazioni future. Ma possiamo fare questo solo se la gente lavora per il bene comune e questo è ciò che l’impero [del Bilderberg] vuole evitare, perché un impero fondato sul denaro non pensa al bene comune, pensa solo ai propri interessi economici e c’è una grande differenza fra un sistema sociale rivolto a tutti gli abitanti del pianeta e un impero del denaro.
Parlando di uomini chiave della scena politica internazionale come Hugo Chavez, Ahmadinejad o Vladimir Putin, che sembrano essere degli oppositori degli interessi che fanno capo al club Bilderberg, secondo te qual è la loro posizione e il loro ruolo in questa situazione?
Dei tre uomini che hai citato – il Presidente dell’Iran, il Presidente del Venezuela e il Primo Ministro della Russia – il solo veramente importante è Putin. Ma il punto è che ciò che conta non sono gli individui quanto piuttosto gli stati nazionali che collaborano gli uni con gli altri. La Russia ovviamente riveste un’importanza fondamentale e Putin e l’attuale Presidente Medvedev hanno il compito di assicurarsi che gli uomini che comandano la Russia rivestano il loro incarico combattendo contro gli interessi del club Bilderberg, che è una cosa che Eltsin, quando era Presidente, non fece assolutamente, lui anzi consegnò il paese nelle mani di questa gente e distrusse la Russia come nazione. Dovete capire che finché la Russia intralcerà il cammino del gruppo Bilderberg e dei suoi alleati, non ci saranno un ordine mondiale né una compagnia globale perché la Russia, insieme alla Cina, ha degli interessi che sono completamente differenti da quelli perseguiti dal club Bilderberg e questo è il motivo per cui lavorano tanto alacremente per distruggere la Russia. Guardando indietro agli anni ’90, possiamo vedere come abbiano provato a demolirla sul piano economico e ora ci stanno provando di nuovo, quindi dobbiamo assicurarci che i russi e i cinesi ma anche gli indiani, gli americani uniscano le forze, è così che possiamo salvare il mondo.
Quali sono le osservazioni più comuni che ti vengono mosse da chi non crede a ciò che dici e come rispondi a esse?
La maggior parte delle persone è disinformata su quasi tutto e non è in grado di fornire un’opinione, quindi la gente non crede a quello che dico o dubita delle posizioni espresse nel mio libro. C’è una spiegazione molto semplice per tutto questo: i mass media ci hanno detto che quasi tutto ciò che appare nei telegiornali dei canali americani piuttosto che di quelli italiani o sulle prime pagine del Corriere della Sera o del New York Times deve essere la verità perché esce su una pubblicazione appartenente al circuito dell’informazione ufficiale e conseguentemente tutto ciò che viene detto di opposto deve essere una cospirazione.
La loro visione è: «questo libro [Il club Bilderberg] è vero, ma allora perché le notizie che riporta non compaiono sulle prime pagine di tutti i giornali?». Ovviamente c’è una spiegazione semplicissima: i mass media sono parte integrante di questa elite mondiale e non pubblicheranno mai notizie come quelle riportate nel mio libro perché loro sono dei custodi, il loro lavoro consiste nel fare in modo che tali notizie siano oscurate, sono lì per fuorviarvi, per intontirvi, per darvi delle informazioni errate e per farvi interessare alle persone sbagliate. Questo è il loro lavoro perché, lo ripeto, appartengono a queste società segrete e organizzazioni private.
mercoledì 2 dicembre 2009
VERTICE DI COPENHAGEN E POLITICA GENOCIDA
2 dicembre 2009 FONTE: MoviSol -
"Quando i capi di stato e di governo si riuniranno a Copenhagen il 7 dicembre, sarà loro compito respingere decisamente la politica di genocidio promossa da decenni dai principali 'ambientalisti' al mondo quale il Principe Filippo d'Edimburgo e i suoi fautori della frode del cambiamento climatico", ha dichiarato Lyndon LaRouche il 24 novembre.
"I pianificatori del cosiddetto vertice sull'ambiente hanno già espresso chiaramente l'intento di ridurre la popolazione al fine di ridurre il presunto ruolo dell'uomo nel provocare i cambiamenti climatici, facendo così eco alla politica di spopolamento del World Wildlife Fund del Principe Filippo.
Tale intento non solo è genocida, ma viene promosso a sostegno di quella che si è dimostrata, ripetutamente, la frode del riscaldamento globale causato dall'uomo".
"Le recenti rivelazioni sulle manipolazioni e l'insabbiamento dei dati da parte dell'Unità di Ricerca Climatica della University of East Anglia corroborano prove già esistenti del fatto che tutta la campagna sul clima è una frode scientifica fin dall'inizio. Non c'è alcun dubbio sull'accuratezza delle accuse mosse da seri scienziati di portata mondiale sul fatto che sopprimere il progresso tecnologico nel nome della riduzione delle "emissioni di CO2" condurrà al genocidio. Ora questa realtà non potrà più essere nascosta.
"Particolarmente rivelatorio è il modo in cui il World Wildlife Fund stesso, il cui principale sponsor, il Principe Filippo, desidera reincarnarsi in un virus mortale per risolvere il 'terribile' problema della 'sovrappopolazione', è coinvolto nel formulare le raccomandazioni sui cambiamenti climatici. Il WWF stesso è uno degli sponsor dell'unità climatica della East Anglia, e dunque direttamente coinvolto nelle formulazioni sviluppate dal Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici, che ha assunto il ruolo del dittatore sulla ricerca climatica e sostiene che l'aumento della popolazione umana e dei suoi livelli di vita sia la principale causa dell'aumento delle emissioni globali.
Sinistramente, il rapporto del Fondo ONU sulla Popolazione del 2009 ha adottato la valutazione dell'IPCC che chiede di ridurre la crescita demografica mondiale in modo che non superi gli 8 miliardi di abitanti entro il 2050.
"Il britannico Lord Christopher Monckton, che si batte contro la frode del clima, ha ragione quando afferma, a proposito delle rivelazioni sulla East Anglia, che la cricca degli scienziati del clima è fatta di imbroglioni e criminali. Ma il crimine peggiore, che intendono perpetrare a Copenhagen, chiedendo la riduzione della popolazione e dello sviluppo scientifico ad alta tecnologia, può ancora essere fermato. Le nazioni agiscano ora per denunciare l'ordine del giorno genocida del Principe Filippo, e bloccarlo sul nascere".
Helga Zepp-LaRouche, presidente del Movimento Solidarietà tedesco (BüSo), si è spinta ancora più in là e ha chiesto di annullare il vertice di Copenhagen. Il vertice, ha dichiarato la signora Zepp-LaRouche, "si basa su una gigantesca frode e deve dunque essere immediatamente annullato, quanto meno per risparmiare le spese ingenti di questa conferenza neo-maltusiana il cui vero scopo è imporre di fatto un governo mondiale".
"Quando i capi di stato e di governo si riuniranno a Copenhagen il 7 dicembre, sarà loro compito respingere decisamente la politica di genocidio promossa da decenni dai principali 'ambientalisti' al mondo quale il Principe Filippo d'Edimburgo e i suoi fautori della frode del cambiamento climatico", ha dichiarato Lyndon LaRouche il 24 novembre.
"I pianificatori del cosiddetto vertice sull'ambiente hanno già espresso chiaramente l'intento di ridurre la popolazione al fine di ridurre il presunto ruolo dell'uomo nel provocare i cambiamenti climatici, facendo così eco alla politica di spopolamento del World Wildlife Fund del Principe Filippo.
Tale intento non solo è genocida, ma viene promosso a sostegno di quella che si è dimostrata, ripetutamente, la frode del riscaldamento globale causato dall'uomo".
"Le recenti rivelazioni sulle manipolazioni e l'insabbiamento dei dati da parte dell'Unità di Ricerca Climatica della University of East Anglia corroborano prove già esistenti del fatto che tutta la campagna sul clima è una frode scientifica fin dall'inizio. Non c'è alcun dubbio sull'accuratezza delle accuse mosse da seri scienziati di portata mondiale sul fatto che sopprimere il progresso tecnologico nel nome della riduzione delle "emissioni di CO2" condurrà al genocidio. Ora questa realtà non potrà più essere nascosta.
"Particolarmente rivelatorio è il modo in cui il World Wildlife Fund stesso, il cui principale sponsor, il Principe Filippo, desidera reincarnarsi in un virus mortale per risolvere il 'terribile' problema della 'sovrappopolazione', è coinvolto nel formulare le raccomandazioni sui cambiamenti climatici. Il WWF stesso è uno degli sponsor dell'unità climatica della East Anglia, e dunque direttamente coinvolto nelle formulazioni sviluppate dal Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici, che ha assunto il ruolo del dittatore sulla ricerca climatica e sostiene che l'aumento della popolazione umana e dei suoi livelli di vita sia la principale causa dell'aumento delle emissioni globali.
Sinistramente, il rapporto del Fondo ONU sulla Popolazione del 2009 ha adottato la valutazione dell'IPCC che chiede di ridurre la crescita demografica mondiale in modo che non superi gli 8 miliardi di abitanti entro il 2050.
"Il britannico Lord Christopher Monckton, che si batte contro la frode del clima, ha ragione quando afferma, a proposito delle rivelazioni sulla East Anglia, che la cricca degli scienziati del clima è fatta di imbroglioni e criminali. Ma il crimine peggiore, che intendono perpetrare a Copenhagen, chiedendo la riduzione della popolazione e dello sviluppo scientifico ad alta tecnologia, può ancora essere fermato. Le nazioni agiscano ora per denunciare l'ordine del giorno genocida del Principe Filippo, e bloccarlo sul nascere".
Helga Zepp-LaRouche, presidente del Movimento Solidarietà tedesco (BüSo), si è spinta ancora più in là e ha chiesto di annullare il vertice di Copenhagen. Il vertice, ha dichiarato la signora Zepp-LaRouche, "si basa su una gigantesca frode e deve dunque essere immediatamente annullato, quanto meno per risparmiare le spese ingenti di questa conferenza neo-maltusiana il cui vero scopo è imporre di fatto un governo mondiale".
giovedì 26 novembre 2009
PAROLE DI BANCHIERI & FRIENDS...
"Il capitale deve proteggersi in ogni modo possibile con alleanze e legislazione. I debiti devono essere riscossi, le obbligazioni e i contratti ipotecari devono esser conclusi in anticipo e il più rapidamente possibile. Quando, mediante processi giuridici, le persone comuni perderanno le proprie case, diventeranno sempre più docili e saranno tenute a freno con più facilità attraverso il braccio forte del governo al potere, azionato da una forza centrale di ricchezza sotto il controllo di finanzieri di primo piano.
Questa verità è ben conosciuta tra i nostri uomini di spicco, adesso impegnati nel costituire un imperialismo del Capitale che governi il mondo.
Dividendo gli elettori attraverso il sistema dei partiti politici, possiamo far spendere le loro energie per lottare su questioni insignificanti. Di conseguenza, con un'azione prudente abbiamo la possibilità di assicurarci quello che è stato pianificato così bene e portato a termine con tanto successo..”
[USA Banker's Magazine (Rivista dei banchieri americani), 25 Agosto 1924]
“L'attività bancaria fu fecondata dall'ingiustizia e nacque nel peccato. I banchieri posseggono il mondo. Toglieteglielo via, lasciando loro il potere di creare denaro e con un colpo di penna creeranno abbastanza depositi per ricomprarselo. Toglieteglielo via in qualsiasi modo e tutti i grandi patrimoni come il mio scompariranno, ed è necessario che scompaiano, affinché questo diventi un mondo migliore in cui vivere.
Ma se preferite restare schiavi dei banchieri e pagare voi stessi il costo della vostra stessa schiavitù, lasciate che continuino a creare denaro.”
[Sir Josiah Stamp, Direttore della Banca d'Inghilterra tra il 1928 e il 1941, considerato a quel tempo il secondo uomo più ricco di tutta l'Inghilterra.]
«È un bene che gli abitanti "Idioti" della nazione non capiscano abbastanza il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo facessero, credo che ci sarebbe una rivoluzione prima di domattina»
Henry Ford
"Il banco trae beneficio dall'interesse su tutta la moneta che crea dal nulla "
[William Paterson, fondatore Bank of England, 1694]
""Permettetemi di emettere e gestire la moneta di una nazione, e mi infischierò di chi ne fa le leggi.
[Mayer Anselm Rothschild]
Questa verità è ben conosciuta tra i nostri uomini di spicco, adesso impegnati nel costituire un imperialismo del Capitale che governi il mondo.
Dividendo gli elettori attraverso il sistema dei partiti politici, possiamo far spendere le loro energie per lottare su questioni insignificanti. Di conseguenza, con un'azione prudente abbiamo la possibilità di assicurarci quello che è stato pianificato così bene e portato a termine con tanto successo..”
[USA Banker's Magazine (Rivista dei banchieri americani), 25 Agosto 1924]
“L'attività bancaria fu fecondata dall'ingiustizia e nacque nel peccato. I banchieri posseggono il mondo. Toglieteglielo via, lasciando loro il potere di creare denaro e con un colpo di penna creeranno abbastanza depositi per ricomprarselo. Toglieteglielo via in qualsiasi modo e tutti i grandi patrimoni come il mio scompariranno, ed è necessario che scompaiano, affinché questo diventi un mondo migliore in cui vivere.
Ma se preferite restare schiavi dei banchieri e pagare voi stessi il costo della vostra stessa schiavitù, lasciate che continuino a creare denaro.”
[Sir Josiah Stamp, Direttore della Banca d'Inghilterra tra il 1928 e il 1941, considerato a quel tempo il secondo uomo più ricco di tutta l'Inghilterra.]
«È un bene che gli abitanti "Idioti" della nazione non capiscano abbastanza il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo facessero, credo che ci sarebbe una rivoluzione prima di domattina»
Henry Ford
"Il banco trae beneficio dall'interesse su tutta la moneta che crea dal nulla "
[William Paterson, fondatore Bank of England, 1694]
""Permettetemi di emettere e gestire la moneta di una nazione, e mi infischierò di chi ne fa le leggi.
[Mayer Anselm Rothschild]
martedì 24 novembre 2009
Il pericolo biodegradabile dei fessi
Di Paolo Barnard:
"Dov’è l’attentato alla democrazia in Italia? Dove? Qualcuno me lo spiega? L’assioma del partito Antonio Di Pietro-editoriale l’Espresso è che l’operato di Silvio Berlusconi lo sia. Ma come può essere un attentato alla democrazia qualcosa che nell’arco di una singola legislatura può essere cancellato dalla Storia del Paese? Basta cambiare governo, avere una maggioranza discreta in parlamento, e sostanzialmente non c’è atto dell’odiato Cavaliere che non possa essere consegnato ai brutti ricordi. Come può essere un “pericolo per la democrazia” qualcosa che la democrazia può curare in pochi mesi?
Gli attentati, quelli veri, non si cancellano. Provate a resuscitare i torturati a morte di Pinochet, o a far risorgere le Torri Gemelle con le sue 3000 vite.
Provate a cancellare il vero attentato alla democrazia italiana e di tutto il mondo che ho divulgato in ‘Il Trattato di Lisbona’, ‘Ecco come morimmo’ e ‘Questo è il Potere’. Provate a fermare la privatizzazione dell’acqua – che è come se ci privatizzassero i globuli bianchi, poiché in assenza sia della prima che dei secondi il corpo umano semplicemente muore – quando passerà l’accordo GATS in sede Organizzazione Mondiale del Commercio, che ammanetta qualsiasi governo al mondo. Provate a reclamare contro una legge sovranazionale vincolante promulgata dalla Commissione Europea che nessun cittadino elegge (e come la cambi?), ma che è oggi il nostro vero governo, e che risponde solo alle lobby che ho descritto. Provate a bloccare la mano di un Sovereign Fund straniero che decida di sfilare dalla nostra economia una ventina di miliardi di euro in un attimo, fermando nella polvere aziende, posti di lavoro, il futuro di esseri umani come me e voi. Provate a resuscitare 34 anni di morte della democrazia partecipativa decisi dalla Commissione Trilaterale in privato.
E allora, di cosa si va blaterando su una marea di blog, video, serate coi ‘paladini’, e dirette Tv del giovedì? Attentato a che? Alla nostra intelligenza… ecco, quello sì.
Se Silvio Berlusconi attacca la democrazia, è però biodegradabile dalla democrazia. Il vero Potere no. Quello no!
Non possiamo continuare a essere dei fessi che sbraitano contro gli spaventapasseri per pompare a dismisura i conti in banca e gli ego di Grillo, Travaglio, Di Pietro e soci. Ma vi volete svegliare?
Fonte: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=155
Foto: Marcos Rey Vicente, artelibre.net
"Dov’è l’attentato alla democrazia in Italia? Dove? Qualcuno me lo spiega? L’assioma del partito Antonio Di Pietro-editoriale l’Espresso è che l’operato di Silvio Berlusconi lo sia. Ma come può essere un attentato alla democrazia qualcosa che nell’arco di una singola legislatura può essere cancellato dalla Storia del Paese? Basta cambiare governo, avere una maggioranza discreta in parlamento, e sostanzialmente non c’è atto dell’odiato Cavaliere che non possa essere consegnato ai brutti ricordi. Come può essere un “pericolo per la democrazia” qualcosa che la democrazia può curare in pochi mesi?
Gli attentati, quelli veri, non si cancellano. Provate a resuscitare i torturati a morte di Pinochet, o a far risorgere le Torri Gemelle con le sue 3000 vite.
Provate a cancellare il vero attentato alla democrazia italiana e di tutto il mondo che ho divulgato in ‘Il Trattato di Lisbona’, ‘Ecco come morimmo’ e ‘Questo è il Potere’. Provate a fermare la privatizzazione dell’acqua – che è come se ci privatizzassero i globuli bianchi, poiché in assenza sia della prima che dei secondi il corpo umano semplicemente muore – quando passerà l’accordo GATS in sede Organizzazione Mondiale del Commercio, che ammanetta qualsiasi governo al mondo. Provate a reclamare contro una legge sovranazionale vincolante promulgata dalla Commissione Europea che nessun cittadino elegge (e come la cambi?), ma che è oggi il nostro vero governo, e che risponde solo alle lobby che ho descritto. Provate a bloccare la mano di un Sovereign Fund straniero che decida di sfilare dalla nostra economia una ventina di miliardi di euro in un attimo, fermando nella polvere aziende, posti di lavoro, il futuro di esseri umani come me e voi. Provate a resuscitare 34 anni di morte della democrazia partecipativa decisi dalla Commissione Trilaterale in privato.
E allora, di cosa si va blaterando su una marea di blog, video, serate coi ‘paladini’, e dirette Tv del giovedì? Attentato a che? Alla nostra intelligenza… ecco, quello sì.
Se Silvio Berlusconi attacca la democrazia, è però biodegradabile dalla democrazia. Il vero Potere no. Quello no!
Non possiamo continuare a essere dei fessi che sbraitano contro gli spaventapasseri per pompare a dismisura i conti in banca e gli ego di Grillo, Travaglio, Di Pietro e soci. Ma vi volete svegliare?
Fonte: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=155
Foto: Marcos Rey Vicente, artelibre.net
NON L'UOMO DI DESTRA, NON L'UOMO DI SINISTRA, MA LA NUOVA CREATURA...
copyright foto
"E’ vero che una nuova strada non cambia nulla se l’uomo non si muove con qualche cosa di nuovo, e che un paese può andare verso qualsiasi punto cardinale e rimanere qual è.
Ma se gli italiani fossero d’accordo su questo fatto, la fiducia, della tonomastica parlamentare sarebbe felicemente superata. Fa comodo ai neghittosi credersi arrivati per il solo fatto di muoversi da destra invece che da sinistra. Saper la strada o aver imboccato la strada giusta non vuoi dire camminarla bene o aver raggiunto la méta.
Il fariseismo rivive in tanti modi e temo che questo sia uno dei più attuali. La giustizia è a sinistra, la libertà al centro, la ragione a destra. E nessuno chiede più niente a se stesso e incolpa gli altri di tutto ciò che manca, attribuendosi la paternità di ogni cosa buona.
Non dico che siano sbagliate le strade che partono da destra da sinistra o dal centro: dico solo che non conducono, perché sono state cancellate come strade e scambiate per punti d’arrivo e di possesso.
La sinistra è la giustizia - la destra è la ragione - il centro libertà. E siamo così sicuri delle nostre equazioni, che nessuno s’accorge che c’è gente che scrive con la sinistra e mangia con la destra: che in piazza fa il sinistro e in affari si comporta come un destro: che l’egoismo di sinistra è altrettanto lurido di quello di centro, per cui, destra, sinistra e centro possono divenire tre maniere di «fregare» allo stesso modo il Paese, la Giustizia, la libertà, la Pace.
L’alto cosa sarebbe allora? Una destra pulita, una sinistra pulita, un centro pulito, in virtù di uno sforzo di elevazione e di purificazione personale che non ha nulla a vedere con la tessera. Come ieri per la salvezza non contava il circonciso né l’incirconciso, così oggi non conta l’uomo di destra né l’uomo di sinistra, ma solo la nuova creatura: la quale lentamente e faticosamente sale una strada segnata dalle impronte di Colui, che arrivato in alto, si è lasciato inchiodare sulla Croce a braccia spalancate per dar la sua mano forata a tutti gli uomini e costruire il vero arco della Pace".
don PRIMO MAZZOLARI
(http://www.fondazionemazzolari.it)
"E’ vero che una nuova strada non cambia nulla se l’uomo non si muove con qualche cosa di nuovo, e che un paese può andare verso qualsiasi punto cardinale e rimanere qual è.
Ma se gli italiani fossero d’accordo su questo fatto, la fiducia, della tonomastica parlamentare sarebbe felicemente superata. Fa comodo ai neghittosi credersi arrivati per il solo fatto di muoversi da destra invece che da sinistra. Saper la strada o aver imboccato la strada giusta non vuoi dire camminarla bene o aver raggiunto la méta.
Il fariseismo rivive in tanti modi e temo che questo sia uno dei più attuali. La giustizia è a sinistra, la libertà al centro, la ragione a destra. E nessuno chiede più niente a se stesso e incolpa gli altri di tutto ciò che manca, attribuendosi la paternità di ogni cosa buona.
Non dico che siano sbagliate le strade che partono da destra da sinistra o dal centro: dico solo che non conducono, perché sono state cancellate come strade e scambiate per punti d’arrivo e di possesso.
La sinistra è la giustizia - la destra è la ragione - il centro libertà. E siamo così sicuri delle nostre equazioni, che nessuno s’accorge che c’è gente che scrive con la sinistra e mangia con la destra: che in piazza fa il sinistro e in affari si comporta come un destro: che l’egoismo di sinistra è altrettanto lurido di quello di centro, per cui, destra, sinistra e centro possono divenire tre maniere di «fregare» allo stesso modo il Paese, la Giustizia, la libertà, la Pace.
L’alto cosa sarebbe allora? Una destra pulita, una sinistra pulita, un centro pulito, in virtù di uno sforzo di elevazione e di purificazione personale che non ha nulla a vedere con la tessera. Come ieri per la salvezza non contava il circonciso né l’incirconciso, così oggi non conta l’uomo di destra né l’uomo di sinistra, ma solo la nuova creatura: la quale lentamente e faticosamente sale una strada segnata dalle impronte di Colui, che arrivato in alto, si è lasciato inchiodare sulla Croce a braccia spalancate per dar la sua mano forata a tutti gli uomini e costruire il vero arco della Pace".
don PRIMO MAZZOLARI
(http://www.fondazionemazzolari.it)
giovedì 19 novembre 2009
BANCA-ROTTA: SOLO SE CONOSCI PUOI SCEGLIERE
BANCA - ROTTA- DVD
“…la parola crisi viene dal greco, krisis, e vuol dire scelta. ma allora… quale scelta abbiamo ora davanti agli occhi?…”
Inizia così lo spettacolo di Eugenio Benetazzo e David Parenzo.
Due personaggi agli antipodi -il meticoloso irriverente economista e il prudente giornalista conduttore televisivo- tracciano un lucido ed impietoso spaccato della situazione economica italiana ed internazionale. Per due ore tengono alta l’attenzione del pubblico raccontando quello che nei giornali e in televisione non si dice.
"Fino a ora abbiamo lasciato i nostri risparmi in mano ad altri, convinti che fossero più competenti di noi. Peccato che oggi, grazie all'aiuto degli "esperti", ci ritroviamo tutti sempre più poveri e confusi.
Basta: è arrivato il momento di riprendere in mano i nostri soldi! Dalla scelta della banca al risparmio alternativo, dai titoli di stato ai mutui: l'indispensabile manuale di fai da te economico per non essere travolti dalla valanga della crisi.
Finalmente il libro che dice tutta la verità!
Dal come si è arrivati alla più grave crisi economica degli ultimi decenni, a come investire i propri risparmi… e moltissimo altro ancora con cifre, grafici ed ironia.
Tra gli inserti speciali il dvd contiene l’intervista inedita ad Eugenio Benenetazzo realizzata ad aprile 2008 nella quale l’economista già prevede l’imminente crisi globale.
Spettacolo e intervista fanno di questo dvd un documento di fondamentale importanza per una corretta informazione. Solo se conosci puoi scegliere".
“…la parola crisi viene dal greco, krisis, e vuol dire scelta. ma allora… quale scelta abbiamo ora davanti agli occhi?…”
Inizia così lo spettacolo di Eugenio Benetazzo e David Parenzo.
Due personaggi agli antipodi -il meticoloso irriverente economista e il prudente giornalista conduttore televisivo- tracciano un lucido ed impietoso spaccato della situazione economica italiana ed internazionale. Per due ore tengono alta l’attenzione del pubblico raccontando quello che nei giornali e in televisione non si dice.
"Fino a ora abbiamo lasciato i nostri risparmi in mano ad altri, convinti che fossero più competenti di noi. Peccato che oggi, grazie all'aiuto degli "esperti", ci ritroviamo tutti sempre più poveri e confusi.
Basta: è arrivato il momento di riprendere in mano i nostri soldi! Dalla scelta della banca al risparmio alternativo, dai titoli di stato ai mutui: l'indispensabile manuale di fai da te economico per non essere travolti dalla valanga della crisi.
Finalmente il libro che dice tutta la verità!
Dal come si è arrivati alla più grave crisi economica degli ultimi decenni, a come investire i propri risparmi… e moltissimo altro ancora con cifre, grafici ed ironia.
Tra gli inserti speciali il dvd contiene l’intervista inedita ad Eugenio Benenetazzo realizzata ad aprile 2008 nella quale l’economista già prevede l’imminente crisi globale.
Spettacolo e intervista fanno di questo dvd un documento di fondamentale importanza per una corretta informazione. Solo se conosci puoi scegliere".
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